Il licenziamento disciplinare.


Il licenziamento disciplinare costituisce la massima delle sanzioni che l'imprenditore può irrogare ad un dipendente che abbia commesso gravi violazioni dei propri doveri.

La procedura è disciplinata dalla contrattazione collettiva (e dallo statuto dei lavoratori) ed è parzialmente diversa a seconda del comparto (metalmeccanici, edilizia, terziario etc.), ma la struttura fondamentale prevede sempre dei passaggi obbligati.


Prerequisito per l'apertura di un procedimento disciplinare è l'affissione del codice disciplinare aziendale in un luogo accessibile a tutti i lavoratori.

Se un dipendente contravviene al codice, il datore di lavoro gli invierà una lettera di contestazione disciplinare, con cui indicherà in maniera precisa e dettagliata la violazione che è stata commessa, anche con riferimento al codice aziendale.

Con la lettera di contestazione, il lavoratore deve essere invitato a difendersi, anche chiedendo di essere sentito, entro un certo termine previsto dal contratto collettivo.

Sentito il lavoratore, oppure se questo non esercita il proprio diritto di difesa, una volta decorso il termine previsto dal contratto di comparto, si può provvedere al licenziamento per iscritto.

È sempre opportuno chiedere l'assistenza di un professionista qualificato affinché predisponga gli atti della procedura.

In caso di vizi, il licenziamento potrebbe essere annullato e il datore di lavoro condannato a pagare forti indennità al dipendente che ha violato i propri doveri.

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